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Fonti

[1] Tetrahydrocannabivarin. Tetrahydrocannabivarin - an overview | ScienceDirect Topics. https://www.sciencedirect.com/topics/pharmacology-toxicology-and-pharmaceutical-science/tetrahydrocannabivarin. Consultato il 13 aprile 2022. [Fonte]

[2] Englund A;Atakan Z;Kralj A;Tunstall N;Murray R;Morrison P; A. The effect of five day dosing with THCV on THC-induced cognitive, psychological and physiological effects in healthy male human volunteers: A placebo-controlled, double-blind, crossover pilot trial. Journal of psychopharmacology (Oxford, England). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26577065/. Pubblicato nel 2016. Consultato il 12 aprile 2022. [Fonte]

[3] Abioye A, Ayodele O, Marinkovic A, Patidar R, Akinwekomi A, Sanyaolu A. Δ9-Tetrahydrocannabivarin (THCV): A commentary on potential therapeutic benefit for the management of obesity and diabetes - journal of cannabis research. BioMed Central. https://jcannabisresearch.biomedcentral.com/articles/10.1186/s42238-020-0016-7. Pubblicato il 31 gennaio 2020. Consultato il 12 aprile 2022. [Fonte]

[4] Bolognini D, Costa B, Maione S, et al. The plant cannabinoid delta9-tetrahydrocannabivarin can decrease signs of inflammation and inflammatory pain in mice. British journal of pharmacology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2931567/. Pubblicato a giugno 2010. Consultato il 13 aprile 2022. [Fonte]

[5] Farrelly AM, Vlachou S, Grintzalis K. Efficacy of phytocannabinoids in epilepsy treatment: Novel approaches and recent advances. MDPI. https://www.mdpi.com/1660-4601/18/8/3993/htm. Pubblicato il 10 aprile 2021. Consultato il 13 aprile 2022. [Fonte]

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Tutto Quello che C'è da Sapere sulla THCV

La THCV è uno degli oltre cento cannabinoidi prodotti dalla pianta di cannabis, una molecola attualmente studiata dagli scienziati per i suoi potenziali effetti terapeutici. La ricerca è ancora agli inizi, ma questo cannabinoide secondario sta dimostrando di avere molte proprietà interessanti. Continuate a leggere per saperne di più.

Cos’è la THCV?

La THCV, o tetraidrocannabivarina, è un parente stretto del THC, ma le lievi differenze nella sua struttura chimica le conferiscono effetti unici sul nostro organismo.[1] Infatti, sono proprio queste particolari proprietà ad aver attirato i ricercatori, poiché la THCV può agire insieme ad altri cannabinoidi stimolando il nostro sistema endocannabinoide. L’unico inconveniente della THCV è che è molto più difficile da isolare in grandi quantità rispetto agli altri cannabinoidi e ciò non agevola gli studi per comprenderne gli effetti.

Tuttavia, per capire perché sia così difficile da reperire, dobbiamo prima fare qualche passo indietro ed esaminare la parte superiore dell’albero genealogico dei cannabinoidi.

Tutti i cannabinoidi derivano dalla molecola precorritrice CBGA. Attraverso diverse reazioni chimiche, questo cannabinoide si trasforma lentamente in più di cento composti diversi. Ovviamente, non tutti questi cannabinoidi esistono contemporaneamente o nella stessa proporzione, da qui la difficoltà nell’isolare la THCV.

La THCV viene prodotta durante le prime fasi di sviluppo di una pianta di canapa. Un derivato del CBGA (CBGVA) interagisce con gli enzimi per diventare CBDVA, CBCVA e THCVA. Dopo la decarbossilazione, l’acido tetraidrocannabivarinico THCVA perde un gruppo carbossilico trasformandosi in THCV. Sebbene questo meccanismo sia simile a quello con cui otteniamo altri composti importanti come CBD e THC, le quantità di THCVA che si convertiranno in THCV sono molto piccole.

Dove possiamo trovare la THCV?

Come abbiamo evidenziato, la THCV è difficile da trovare. Per loro natura, le piante mature di canapa o cannabis ne contengono solo piccole quantità. Alcune cultivar sono appositamente ibridate per produrre maggiori quantità di THCV, ma sono poche e molto rare. La speranza è che i breeder riescano ad acquisire maggiore familiarità con le diverse genetiche di cannabis e canapa, creando nuove cultivar ricche di THCV a cui tutti potremo accedere.

Detto questo, se prendiamo in considerazione le piante di canapa ricche di THCV, il processo di estrazione è molto simile a quello di isolamento ed estrazione del CBD. La materia prima vegetale viene lavorata usando una sofisticata estrazione con CO₂ ed i vari cannabinoidi vengono separati e condensati, consentendo formulazioni uniche.

Qual è la differenza tra THC e THCV?

THC e THCV sono molto simili a livello molecolare, con solo una piccola differenza nella loro catena laterale di carbonio: il primo ha una catena laterale di 3 atomi di carbonio, mentre la seconda ne ha 5. Può sembrare lieve, ma questa variazione nella struttura chimica altera l’effetto della THCV sul corpo.

È importante notare che entrambi i cannabinoidi possono produrre una sensazione di sballo. Sebbene l’impatto del THC sia potente e profondo, la THCV produce una sensazione più stimolante e meno inebriante. Tuttavia, a differenza del THC, la THCV esercita un effetto dose-dipendente, il che significa che è necessario consumare molta più THCV per sentire i suoi effetti euforici.

Come funziona la THCV?

Dopo aver brevemente menzionato la meccanica della THCV, esaminiamo più a fondo la funzione di questo composto. Come sottolineato, l’interazione della THCV con il SEC sembrerebbe essere dose-dipendente, il che significa che una dose bassa esercita un risultato diverso rispetto ad una dose alta.

Sia la THCV che il THC sono agonisti dei recettori CB1, il che significa che aumentano la loro frequenza di attività. Tuttavia, a dosi basse, la THCV può inibire i recettori CB1 e frenare l’effetto psicotropo del THC. Al contrario, a dosi elevate, sembra attivare questi siti e produrre un effetto psicotropo.[2]

La THCV sembra mirare anche ai recettori CB2 del sistema endocannabinoide, che sono associati all’infiammazione e ad altre funzioni del sistema immunitario.

La THCV può dare esito positivo in un test antidroga?

Sebbene i test antidroga sul posto di lavoro non cerchino specificamente la THCV, la sua stretta relazione con il THC potrebbe dare un esito positivo. D'altronde, data la disponibilità limitata di prodotti specifici con THCV, è molto probabile che l’assunzione di THCV provenga da varietà di cannabis ricche di THC (che in gran parte di Stati Uniti ed Europa crea ancora diversi problemi legali).

Sebbene gli scienziati cerchino di stabilire i migliori metodi di rilevamento per la THCV ed altri cannabinoidi, è meglio evitare i prodotti correlati al THC se non sono legali nella vostra zona.

Quali sono gli effetti della THCV?

La THCV custodisce molti segreti non ancora sfruttati. Siamo ancora agli albori della scienza della cannabis e sono necessari studi sull’uomo per tracciare un quadro più dettagliato degli effetti della THCV. Per il momento, dobbiamo fare affidamento sulle ricerche condotte sugli animali e sulle cellule come indizi del potenziale di questa molecola.

THCV ed appetito

L’aspetto più ricercato della THCV è il suo potenziale legame con l’appetito. Una revisione critica su alcune ricerche contenenti le parole chiave “THCV”, “obesità”, “peso corporeo”, “metabolismo” e “diabete” ha evidenziato diversi possibili “meccanismi d’azione all’interno del SEC”.[3]

In uno dei modelli animali esaminati, i ricercatori hanno notato che la THCV somministrata per via orale ha avuto un impatto sul peso corporeo dei topi e sull’alimentazione in generale. Si pensa che questa interazione derivi dall’affinità di legame della THCV con i recettori nel cervello.

THCV ed infiammazione

Gli studi stanno anche esaminando una possibile interazione tra THCV ed infiammazione.[4] I ricercatori sanno già che la THCV può inibire i recettori CB1 (a basse dosi), quindi l’obiettivo è vedere se e come il cannabinoide possa influenzare i recettori CB2.

Monitorando i livelli di citochine associate ai recettori CB2, la revisione ha trovato risultati incoraggianti, ma il salto da un modello animale al corpo umano rimane significativo. Sebbene questi risultati indichino un potenziale meccanismo d’azione, è troppo presto per dire in che modo la THCV influisca sull’infiammazione e sul sistema immunitario in generale.

THCV ed epilessia

Le prove sulla THCV contro l’epilessia sono ancora in fase preclinica, ma la ricerca ha scoperto alcuni interessanti potenziali meccanismi d’azione. Secondo un documento pubblicato nel 2021, gli effetti della THCV non sono solo dose-dipendenti, ma attivano anche il SEC in determinate aree ben specifiche.[5] Le implicazioni di questa scoperta sono significative e potrebbero portare ad applicazioni mirate di specifiche formule di cannabinoidi.

Il documento evidenzia anche un altro motivo chiave per cui i ricercatori desiderano esplorare il potenziale di composti come THCV, CBDV e CBG: il loro “profilo di effetti secondari favorevoli”. Purtroppo, le prove precliniche si basano principalmente su progetti in vitro (al di fuori del corpo umano). Sono necessari ulteriori studi clinici controllati con placebo per riunire tutti gli elementi potenzialmente favorevoli del composto.

Effetti collaterali della THCV

Siccome non sappiamo ancora molto degli effetti della THCV negli esseri umani, anche la gamma di effetti collaterali di questo cannabinoide non è chiara. Tuttavia, l’attivazione dei recettori CB1 ad alte dosi da parte della THCV significa che potrebbe condividere alcuni dei potenziali effetti collaterali del THC, come ansia, paranoia, secchezza delle fauci, occhi rossi, perdita di memoria a breve termine, aumento della frequenza cardiaca e tempo di reazione rallentato.

La THCV è sicura?

Ci teniamo a sottolineare che la sicurezza della THCV è ancora in fase di studio. Sebbene sia generalmente accettato che l'effetto di questo cannabinoide sia dose-dipendente, c’è ancora il rischio di percepire effetti psicotropi, anche se in misura più lieve rispetto al THC. La THCV sembra mostrare un profilo di sicurezza favorevole, nonostante la sua influenza leggermente inebriante, ma ci teniamo nuovamente ad evidenziare che si tratta di un cannabinoide che dev’essere ancora ampiamente studiato sull’uomo.

Quando si parla di sicurezza, ci sembra opportuno discutere anche di legalità. La THCV occupa un po’ una zona grigia quando si tratta di legge. La molecola non è ampiamente riconosciuta o esplicitamente vietata, ma tende ad essere illegale per impostazione predefinita a causa del suo legame con gli “estratti di marijuana”.

• Le leggi britanniche sulle sostanze psicoattive vietano qualsiasi sostanza in grado di produrre un effetto psicoattivo, criminalizzando così i livelli di THCV al di sopra di una determinata soglia.

• Il governo degli Stati Uniti non classifica specificamente la THCV nelle sostanze della tabella “Schedule I”, ma la cannabis ed i suoi derivati sono illegali a livello federale (nonostante le leggi varino da Stato a Stato).

Sebbene sia classificata come un cannabinoide minore, la THCV ha un grande potenziale, soprattutto se la paragoniamo con altri composti non inebrianti come CBD e CBG.

Ovviamente, la difficoltà non sta solo nell’affrontare le complesse restrizioni legali, ma nell’isolare sufficienti quantità di composto per trarre conclusioni più accurate. La speranza è che la ricerca a sostegno della THCV si sviluppi in linea con l’interesse dei consumatori.

Date un’occhiata al negozio Cibdol per scoprire l’influenza combinata di cannabinoidi come CBD, CBDA, CBG e molti altri. E per saperne di più sul potenziale dei cannabinoidi minori come la THCV, visitate la nostra Enciclopedia CBD per scoprire tutto ciò che c’è da sapere.

DOMANDE FREQUENTI

La THCV è legale?
Lo status giuridico della THCV è complesso, con regole diverse negli Stati Uniti e in Europa. È sempre meglio controllare le restrizioni vigenti nel proprio Paese.
La THCV è sicura?
Finora, la THCV ha mostrato un profilo di sicurezza favorevole negli studi preclinici, sebbene i risultati degli studi sull’uomo siano limitati.
La THCV fa sballare?
Alte dosi di THCV possono dare sensazioni di ebrezza, sebbene siano più lievi degli effetti collaterali psicotropi del THC.
Author
Luke Sholl

Title/author.

Luke Sholl
Con oltre un decennio di esperienza come scrittore in ambito di CBD e cannabinoidi, Luke è un giornalista affermato, nonché il principale autore di articoli per Cibdol ed altre pubblicazioni a tema cannabis. Sempre impegnato a presentare contenuti autentici, basati su prove reali, ha esteso il suo interesse per il CBD ai settori del fitness, della nutrizione e della prevenzione delle malattie.
Luke Sholl

Title/author.

Luke Sholl
Con oltre un decennio di esperienza come scrittore in ambito di CBD e cannabinoidi, Luke è un giornalista affermato, nonché il principale autore di articoli per Cibdol ed altre pubblicazioni a tema cannabis. Sempre impegnato a presentare contenuti autentici, basati su prove reali, ha esteso il suo interesse per il CBD ai settori del fitness, della nutrizione e della prevenzione delle malattie.
Fonti

[1] Tetrahydrocannabivarin. Tetrahydrocannabivarin - an overview | ScienceDirect Topics. https://www.sciencedirect.com/topics/pharmacology-toxicology-and-pharmaceutical-science/tetrahydrocannabivarin. Consultato il 13 aprile 2022. [Fonte]

[2] Englund A;Atakan Z;Kralj A;Tunstall N;Murray R;Morrison P; A. The effect of five day dosing with THCV on THC-induced cognitive, psychological and physiological effects in healthy male human volunteers: A placebo-controlled, double-blind, crossover pilot trial. Journal of psychopharmacology (Oxford, England). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26577065/. Pubblicato nel 2016. Consultato il 12 aprile 2022. [Fonte]

[3] Abioye A, Ayodele O, Marinkovic A, Patidar R, Akinwekomi A, Sanyaolu A. Δ9-Tetrahydrocannabivarin (THCV): A commentary on potential therapeutic benefit for the management of obesity and diabetes - journal of cannabis research. BioMed Central. https://jcannabisresearch.biomedcentral.com/articles/10.1186/s42238-020-0016-7. Pubblicato il 31 gennaio 2020. Consultato il 12 aprile 2022. [Fonte]

[4] Bolognini D, Costa B, Maione S, et al. The plant cannabinoid delta9-tetrahydrocannabivarin can decrease signs of inflammation and inflammatory pain in mice. British journal of pharmacology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2931567/. Pubblicato a giugno 2010. Consultato il 13 aprile 2022. [Fonte]

[5] Farrelly AM, Vlachou S, Grintzalis K. Efficacy of phytocannabinoids in epilepsy treatment: Novel approaches and recent advances. MDPI. https://www.mdpi.com/1660-4601/18/8/3993/htm. Pubblicato il 10 aprile 2021. Consultato il 13 aprile 2022. [Fonte]

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