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Fonti

[1] JW; PHAY. Cannabidiol promotes browning in 3T3-L1 adipocytes. Molecular and cellular biochemistry. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27067870/. Pubblicato nel 2016. Consultato il 1º febbraio 2022 [Fonte]

[2] Burstein S. Cannabidiol (CBD) and its analogs: A review of their effects on inflammation. Bioorganic & Medicinal Chemistry. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0968089615000838. Pubblicato il 7 febbraio 2015. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[3] Borowska M;Czarnywojtek A;Sawicka-Gutaj N;Woliński K;Płazińska MT;Mikołajczak P;Ruchała M; M. The effects of cannabinoids on the endocrine system. Endokrynologia Polska. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30618031/. Pubblicato nel 2018. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[4] Maroon J, Bost J. Review of the neurological benefits of phytocannabinoids. Surgical neurology international. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC5938896/. Pubblicato il 26 aprile 2018. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[5] Rajesh M, Mukhopadhyay P, Bátkai S, et al. Cannabidiol attenuates high glucose-induced endothelial cell inflammatory response and barrier disruption. American journal of physiology. Heart and circulatory physiology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC2228254/. Pubblicato a luglio 2007. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[6] Baswan SM, Klosner AE, Glynn K, et al. Therapeutic potential of cannabidiol (CBD) for skin health and disorders. Clinical, cosmetic and investigational dermatology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC7736837/. Pubblicato l’8 dicembre 2020. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[7] Blessing EM, Steenkamp MM, Manzanares J, Marmar CR. Cannabidiol as a potential treatment for anxiety disorders. Neurotherapeutics : the journal of the American Society for Experimental NeuroTherapeutics. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC4604171/. Pubblicato ad ottobre 2015. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[8] Horváth B, Mukhopadhyay P, Haskó G, Pacher P. The endocannabinoid system and plant-derived cannabinoids in diabetes and diabetic complications. The American journal of pathology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC3349875/. Pubblicato a febbraio 2012. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

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Il CBD e la Dieta Chetogenica si Completano a Vicenda?

Cos’è la dieta chetogenica?

Il CBD e la dieta chetogenica sono diventati una combinazione molto popolare nel mondo del benessere e della salute. Ma sono davvero compatibili tra di loro? Ecco come combinare il CBD con una dieta chetogenica per soddisfare tutte le vostre esigenze di benessere.

Cos’è la dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è una dieta povera di carboidrati e ricca di grassi. Privando il corpo di glucosio, aiuta a bruciare i grassi in modo più efficiente e spinge l'organismo ad entrare in uno stato conosciuto come chetosi. Il glucosio (zucchero) è la principale fonte di energia per il nostro organismo. Quando il glucosio scarseggia, il corpo inizia a bruciare grassi per produrre molecole di energia chiamate chetoni (ne parleremo a breve).

La dieta chetogenica è incentrata su alimenti a basso contenuto di carboidrati come:

• Formaggio
• Avocado
• Carne rossa e bianca
• Pesce e frutti di mare
• Frutta secca
• Uova
• Cioccolato fondente

Guidare il proprio corpo verso uno stato di chetosi può avere molteplici effetti. Molti seguaci della dieta chetogenica affermano di sentire meno appetito e di perdere peso, come spesso accade con le diete di eliminazione o di esclusione. Una dieta chetogenica può anche avere un impatto sulle infiammazioni e sulla sensibilità all’insulina, ma approfondiremo i suoi potenziali benefici più avanti.

Cos’è esattamente la chetosi?

La dieta chetogenica si basa sul principio della chetosi, uno stato che eleva il livello di chetoni nel corpo. Per entrare in uno stato di chetosi bisogna limitare l’assunzione di carboidrati, la principale fonte di glucosio nella maggior parte delle diete.

Quando mangiamo grandi quantità di pane, pasta e zuccheri, tutto quello che il nostro corpo non brucia immediatamente per produrre energia viene immagazzinato sotto forma di grasso. Tuttavia, una dieta a basso contenuto di carboidrati e ricca di grassi spinge il corpo ad entrare in uno stato di chetosi e a produrre energia in modo diverso, bruciando i grassi invece di accumularli. La maggior parte delle persone che seguono una dieta chetogenica cerca di mangiare non più di 20–50g di carboidrati al giorno.

La migliore strategia per verificare se avete raggiunto uno stato di chetosi è realizzare un esame del sangue per determinare la quantità di corpi chetonici. Se i livelli sono compresi tra 0,5 e 3,0 millimoli per litro (mmol/l), allora avete la certezza di essere entrati in uno stato di chetosi in cui il vostro corpo userà il grasso come fonte di energia primaria.

Quali sono i benefici della dieta chetogenica?

La dieta chetogenica è stata oggetto di molte discussioni negli ultimi anni, ma non bisogna considerarla una banale moda passeggera. Potrebbero esserci diversi motivi per provare la dieta chetogenica, a condizione che si adatti al vostro stile di vita e ai vostri obiettivi per raggiungere il benessere.

I potenziali benefici della dieta chetogenica includono:

• Riduzione della fame
• Perdita di peso (a breve termine)
• Meno insulina e zucchero nel sangue
• Meno trigliceridi (molecole di grasso nel sangue)
• Maggiore controllo sul colesterolo “buono” (HDL) e quello “cattivo” (LDL).

Quali sono i rischi della dieta chetogenica?

Nessuna dieta, incluso quella chetogenica, è priva di rischi. Eliminando alcuni gruppi di alimenti e costringendo il corpo a dare priorità ai grassi e ai carboidrati in modo diverso, i potenziali effetti collaterali includono:

• Mal di testa
• Nausea
• Pensieri annebbiati
• Affaticamento
• Irritabilità
• Alitosi

Il motivo degli effetti collaterali sopra elencati deriva da un fenomeno noto come “influenza chetogenica”. Quasi tutti sperimentano una qualche forma di influenza chetogenica man mano che il corpo si adatta alla sua nuova fonte di carburante. I sintomi negativi sono più evidenti all’inizio della transizione, ma tendono a migliorare rapidamente (di solito dopo 1 o 2 settimane).

Il CBD è adatto alla dieta chetogenica?

Quindi, come potremmo inserire esattamente il CBD in una dieta chetogenica? Ebbene, questo composto sembra agire in perfetta sinergia con questo tipo di dieta. Innanzitutto, non sembra interagire direttamente con i meccanismi biologici della chetosi. Il cannabidiolo è invece conosciuto per la sua azione sul sistema endocannabinoide (SEC), una vasta rete di regolazione interna che controlla funzioni come umore, appetito e sonno.

Inoltre, a condizione che scegliate prodotti a base di CBD di alta qualità, non dovrete nemmeno preoccuparvi dei potenziali rischi legati ad altri ingredienti. Tuttavia, dovrete evitare le caramelle gommose o gli edibili al CBD, poiché contengono spesso zucchero ed aromi artificiali. Se volete mantenere il vostro corpo in uno stato di chetosi, è essenziale evitare questi tipi di alimenti.

L’olio di CBD contiene carboidrati?

La buona notizia per tutti i seguaci della dieta chetogenica è che l’olio di CBD contiene quantità trascurabili di carboidrati. Non dovete preoccuparvi di includere il CBD nella vostra dieta o di interrompere lo stato di chetosi.

L’olio di CBD è:

• Quasi privo di carboidrati
• Senza glutine
• Vegano

Inoltre, i prodotti a base di CBD che usano come vettore l’olio d’oliva contengono grandi quantità di grassi monoinsaturi, un’alternativa molto più sana ai grassi saturi che si trovano nei cibi confezionati o nei menù dei fast food. In parole povere, l’olio di CBD si adatta perfettamente ai principi di una dieta chetogenica.

In che modo il CBD può apportare benefici alla dieta chetogenica?

In che modo il CBD può apportare benefici alla dieta chetogenica?

Sapere che il CBD non interromperà la chetosi è una notizia fantastica, ma probabilmente vi starete chiedendo se ci sono altri vantaggi nel combinare CBD e dieta chetogenica. Qui di seguito vi riportiamo un riepilogo dei potenziali vantaggi.

Perdita di peso

Una ricerca pubblicata sulla rivista “Molecular and Cellular Biochemistry” ha esaminato la relazione tra il CBD e l’imbrunimento del grasso, ovvero la conversione del grasso bianco “cattivo” in grasso bruno “buono”.[1] Resta da vedere se questi risultati si rifletteranno anche negli studi sull’uomo, ma indicano comunque una sinergia potenzialmente promettente tra dieta chetogenica e CBD.

Infiammazione

Gli studi hanno scoperto che il CBD e la chetosi sembrano influenzare le citochine, le cellule proteiche che segnalano una risposta infiammatoria.[2] Sebbene l’infiammazione sia una parte fondamentale del nostro sistema immunitario, l’infiammazione cronica può portare a molte malattie non trasmissibili. La combinazione di integratori di olio di CBD con una dieta chetogenica potrebbe dare importanti benefici in questo quadro clinico.

Metabolismo ed appetito

Uno studio del 2018 ha rilevato che il sistema endocannabinoide (SEC) del nostro corpo svolge un ruolo fondamentale nel controllo dell’assunzione di cibo attraverso il metabolismo e la funzione endocrina.[3] Il sistema endocrino è anche responsabile della produzione di ormoni che stimolano l'appetito. Dato che il CBD può influenzare il SEC in modi complessi, potrebbe aiutare a promuovere un metabolismo equilibrato e sano.

Cuore e cervello

Secondo la rivista “Surgical Neurology International”, il CBD avrebbe la capacità di aumentare i livelli del neurotrasmettitore adenosina, un composto associato a diverse funzioni nel cervello e nel sistema immunitario.[4] Inoltre, un altro studio ha dimostrato il legame del CBD con le cellule endoteliali che si trovano nell’arteria coronaria.[5] In altre parole, il CBD ha la capacità di supportare sia il nostro cervello che il nostro cuore, anche se le implicazioni esatte sono tuttora al centro di numerose indagini.

Pelle

La nostra pelle è una delle prime aree in cui si manifesterà un’intolleranza ad alimenti o sostanze chimiche. Poiché molte persone scelgono di seguire una dieta chetogenica per evitare questi fattori aggravanti, può aver senso creare delle sinergie con il proprio regime alimentare attraverso l'uso di un composto capace di sostenere l’ecosistema naturale della pelle.

Secondo una revisione sistematica, tale supporto potrebbe arrivare tramite i prodotti a base di CBD ad uso topico. I ricercatori hanno infatti scoperto che i cannabinoidi possono interagire con i recettori dislocati in tutti i vari componenti cellulari della pelle.[6]

Stress

Modificare drasticamente ciò che si mangia e si beve è stressante per chiunque, soprattutto durante il periodo di transizione. Inoltre, quando ci sentiamo preoccupati o ansiosi per la nostra dieta, tendiamo a tornare alle vecchie abitudini e ad abbandonarci ai cosiddetti “comfort food”.

Fortunatamente, i ricercatori comprendono il potenziale impatto dello stress sulla nostra routine quotidiana, motivo per cui stanno esaminando l’influenza di composti naturali come il CBD. C’è ancora molto da scoprire sugli specifici meccanismi d’azione, ma i risultati di una revisione del 2015 indicano un futuro promettente.[7]

Disturbi metabolici

Uno dei principali vantaggi di una dieta chetogenica è il suo impatto sulla resistenza all’insulina. Anche chiamata insulino-resistenza, questa condizione è legata ad un problema di zucchero nel sangue che può portare a disturbi di salute come il diabete di tipo 2. È interessante notare che una recensione pubblicata sulla rivista “American Journal of Pathology” ha osservato gli effetti dei cannabinoidi di origine vegetale come CBD e THCV in relazione al diabete e alle complicazioni del diabete.[8]

Il CBD può mitigare i rischi o gli effetti collaterali della dieta chetogenica?

La dieta chetogenica può stabilizzare la glicemia ed aumentare i livelli di energia. Tuttavia, ciò non accade subito ed il CBD potrebbe aiutare a facilitare la transizione alla chetosi.

Quando riducete per la prima volta i carboidrati, potreste sentirvi più deboli e pigri, irritabili e persino con la testa tra le nuvole. Questa “influenza chetogenica” deriva dal fatto che il vostro corpo ha bisogno di tempo per adattarsi. L'organismo è abituato a ricevere energia dal glucosio ed ha bisogno di alcuni giorni o settimane per riuscire a bruciare efficacemente i grassi e a produrre chetoni come nuova fonte d'energia.

Per aiutare a superare l’influenza chetogenica, sarebbe meglio considerare gli effetti degli integratori. Dato che state eliminando determinati alimenti, il vostro corpo potrebbe perdere parte delle vitamine e dei minerali di cui ha bisogno per mantenere un benessere equilibrato. Con questo in mente, Cibdol offre un’ampia gamma di integratori di CBD, mescolando le diverse proprietà dei cannabinoidi con importanti vitamine e minerali.

CBD e dieta chetogenica: I concetti chiave

Quindi, il CBD e la dieta chetogenica sono una buona combinazione? Sì, a quanto pare lo sono. Tuttavia, se avete domande sulla chetosi o su qualsiasi problema di salute preesistente, dovrete rivolgervi ad un medico prima di cambiare drasticamente la dieta o iniziare una nuova routine di integratori.

Se non c'è alcuna controindicazione, considerate di provare una dieta chetogenica insieme ad un regime di olio di CBD. Combinati con uno stile di vita attivo, questi semplici cambiamenti potrebbero aiutarvi a sentirvi più leggeri, rinvigoriti e pronti a vivere la vita al massimo. State considerando la dieta chetogenica supportando il vostro viaggio nutrizionale con il CBD? Perché non visitate il negozio Cibdol per una selezione completa di oli, capsule ed integratori adatti per la dieta chetogenica. Oppure, se volete saperne di più su come gli alimenti influenzano il benessere, visitate la nostra Enciclopedia CBD e scoprite tutto quello che c’è da sapere.

Fonti

[1] JW; PHAY. Cannabidiol promotes browning in 3T3-L1 adipocytes. Molecular and cellular biochemistry. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27067870/. Pubblicato nel 2016. Consultato il 1º febbraio 2022 [Fonte]

[2] Burstein S. Cannabidiol (CBD) and its analogs: A review of their effects on inflammation. Bioorganic & Medicinal Chemistry. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0968089615000838. Pubblicato il 7 febbraio 2015. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[3] Borowska M;Czarnywojtek A;Sawicka-Gutaj N;Woliński K;Płazińska MT;Mikołajczak P;Ruchała M; M. The effects of cannabinoids on the endocrine system. Endokrynologia Polska. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30618031/. Pubblicato nel 2018. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[4] Maroon J, Bost J. Review of the neurological benefits of phytocannabinoids. Surgical neurology international. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC5938896/. Pubblicato il 26 aprile 2018. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[5] Rajesh M, Mukhopadhyay P, Bátkai S, et al. Cannabidiol attenuates high glucose-induced endothelial cell inflammatory response and barrier disruption. American journal of physiology. Heart and circulatory physiology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC2228254/. Pubblicato a luglio 2007. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[6] Baswan SM, Klosner AE, Glynn K, et al. Therapeutic potential of cannabidiol (CBD) for skin health and disorders. Clinical, cosmetic and investigational dermatology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC7736837/. Pubblicato l’8 dicembre 2020. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[7] Blessing EM, Steenkamp MM, Manzanares J, Marmar CR. Cannabidiol as a potential treatment for anxiety disorders. Neurotherapeutics : the journal of the American Society for Experimental NeuroTherapeutics. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC4604171/. Pubblicato ad ottobre 2015. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[8] Horváth B, Mukhopadhyay P, Haskó G, Pacher P. The endocannabinoid system and plant-derived cannabinoids in diabetes and diabetic complications. The American journal of pathology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC3349875/. Pubblicato a febbraio 2012. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

Author
Luke Sholl

Title/author.

Luke Sholl
Con oltre un decennio di esperienza come scrittore in ambito di CBD e cannabinoidi, Luke è un giornalista affermato, nonché il principale autore di articoli per Cibdol ed altre pubblicazioni a tema cannabis. Sempre impegnato a presentare contenuti autentici, basati su prove reali, ha esteso il suo interesse per il CBD ai settori del fitness, della nutrizione e della prevenzione delle malattie.
Luke Sholl

Title/author.

Luke Sholl
Con oltre un decennio di esperienza come scrittore in ambito di CBD e cannabinoidi, Luke è un giornalista affermato, nonché il principale autore di articoli per Cibdol ed altre pubblicazioni a tema cannabis. Sempre impegnato a presentare contenuti autentici, basati su prove reali, ha esteso il suo interesse per il CBD ai settori del fitness, della nutrizione e della prevenzione delle malattie.
Fonti

[1] JW; PHAY. Cannabidiol promotes browning in 3T3-L1 adipocytes. Molecular and cellular biochemistry. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27067870/. Pubblicato nel 2016. Consultato il 1º febbraio 2022 [Fonte]

[2] Burstein S. Cannabidiol (CBD) and its analogs: A review of their effects on inflammation. Bioorganic & Medicinal Chemistry. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0968089615000838. Pubblicato il 7 febbraio 2015. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[3] Borowska M;Czarnywojtek A;Sawicka-Gutaj N;Woliński K;Płazińska MT;Mikołajczak P;Ruchała M; M. The effects of cannabinoids on the endocrine system. Endokrynologia Polska. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30618031/. Pubblicato nel 2018. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[4] Maroon J, Bost J. Review of the neurological benefits of phytocannabinoids. Surgical neurology international. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC5938896/. Pubblicato il 26 aprile 2018. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[5] Rajesh M, Mukhopadhyay P, Bátkai S, et al. Cannabidiol attenuates high glucose-induced endothelial cell inflammatory response and barrier disruption. American journal of physiology. Heart and circulatory physiology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC2228254/. Pubblicato a luglio 2007. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[6] Baswan SM, Klosner AE, Glynn K, et al. Therapeutic potential of cannabidiol (CBD) for skin health and disorders. Clinical, cosmetic and investigational dermatology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC7736837/. Pubblicato l’8 dicembre 2020. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[7] Blessing EM, Steenkamp MM, Manzanares J, Marmar CR. Cannabidiol as a potential treatment for anxiety disorders. Neurotherapeutics : the journal of the American Society for Experimental NeuroTherapeutics. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC4604171/. Pubblicato ad ottobre 2015. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

[8] Horváth B, Mukhopadhyay P, Haskó G, Pacher P. The endocannabinoid system and plant-derived cannabinoids in diabetes and diabetic complications. The American journal of pathology. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/labs/pmc/articles/PMC3349875/. Pubblicato a febbraio 2012. Consultato il 16 febbraio 2022 [Fonte]

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