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Author: Luke Sholl

Dolore: Cause, tipologie e strategie per gestirlo

Il dolore è una sensazione, spesso inevitabile, che emerge in caso di lesioni o malattia. La principale caratteristica del dolore è che si manifesta in modo diverso da soggetto a soggetto, in base alla soglia di tolleranza di ciascuno. Proseguite la lettura per scoprire le diverse tipologie di dolore, i potenziali fattori scatenanti e le strategie per alleviare gli stati dolorosi.

Cos'è il dolore? — Breve panoramica su tipologie e cause

Il dolore è una reazione ad uno stimolo nocivo o pericoloso. Ci ricorda di restare lontani dalle situazioni rischiose ed ha permesso alla razza umana di sopravvivere per milioni di anni. Pur essendo spiacevole, questa sensazione è indispensabile: senza il dolore, il nostro corpo non sarebbe in grado di guarire e tornare in forma.

In che modo l'organismo elabora il dolore?

Anche se spesso vengono percepite immediatamente, le sensazioni di dolore non sono direttamente collegate al cervello. Il dolore attiva diversi percorsi neurali, che partono dalla fonte del dolore al cervello e poi tornano indietro. Un neurone è una cellula nervosa responsabile della trasmissione di un segnale.

Immaginate di poggiare il piede su un oggetto acuminato: le terminazioni nervose (nocicettori) sulla pianta del vostro piede percepiscono il trauma, ed inviano il segnale lungo le fibre nervose, fino al corno dorsale alla base della colonna vertebrale. Il messaggio originale viene poi trasferito ad un altro gruppo di neuroni, che attraversa la spina dorsale fino al talamo. Il talamo è una struttura del diencefalo, all'interno della quale questi segnali vengono elaborati in ordine logico.

Dopo essere stati organizzati, i segnali raggiungono la corteccia sensoriale (la nostra risposta emotiva al dolore). Qui, vengono decifrati ed interpretati dalla corteccia motoria (la nostra reazione fisica al dolore).

Poi il segnale torna indietro, attraverso gli stessi percorsi neurali, fino a raggiungere i neuroni motori all'interno del piede. A questo punto, voi iniziate a saltellare, tenendo il piede stretto tra le mani ed imprecando senza sosta. La “sensazione di dolore” è composta da decine di fasi intermedie, ma tutto si svolge in meno di un secondo.

Tipologie di dolore

Il dolore resta comunque una sensazione difficile da gestire, poiché è suddiviso in diverse tipologie e, come accennato in precedenza, si manifesta in modo diverso da persona a persona. Se uno dei percorsi neurali coinvolti nella sensazione di dolore viene compromesso, la risposta dell'organismo può variare notevolmente.

• Dolore nocicettivo: È la tipologia di dolore più frequente, caratterizzata da una sensazione di indolenzimento o da fitte acute e pulsanti. Il dolore nocicettivo si manifesta in caso di urti, escoriazioni o danni ai tessuti dell'organismo.

• Dolore neuropatico: Questo tipo di dolore è più difficile da individuare, poiché coinvolge i nervi e può essere innescato da stimoli “non dolorosi”. Il dolore neuropatico viene spesso descritto come uno spasmo lancinante o una sensazione di bruciore.

• Dolore radicolare: Il dolore radicolare è localizzato sui nervi della spina dorsale, ed è causato da compressione o infiammazione. Una pressione sui nervi può causare intorpidimento, formicolio e debolezza nella zona lombare e agli arti inferiori.

• Dolore viscerale: Il dolore viscerale è causato dall'attivazione di specifici recettori del dolore, situati nel bacino, nel torace e nell'addome. Questa tipologia di dolore è associata a lesioni di tessuti o organi interni, e si manifesta con un senso di pressione ed indolenzimento.

Dolore acuto vs dolore cronico: Che differenza c'è?

Tutte le tipologie di dolore elencate in precedenza hanno una caratteristica comune, possono infatti essere distinte in dolore acuto o cronico.

Il dolore acuto è immediato e, di solito, emerge a seguito di un'attività fisica estenuante o di uno stimolo esterno. Cadere sopra un oggetto affilato, urtare il gomito o tagliarsi un dito con un coltello: tutte queste azioni scatenano un dolore acuto. Di solito, questa sensazione si attenua dopo qualche minuto, ma, in alcuni casi, può persistere fino a 3–6 mesi.

Il dolore cronico, invece, è una condizione molto più grave, che persiste anche dopo aver rimosso i fattori scatenanti. Può essere causato da lesioni o malfunzionamenti del sistema nervoso, ma è spesso associato a condizioni di salute come:

• Artrite
• Fibromialgia
• Osteoporosi
• Sciatica

Cos'è il dolore cronico e come viene diagnosticato?

Chi convive con il dolore cronico conosce fin troppo bene questa spiacevole sensazione. Il malessere è sempre in agguato e, a lungo andare, può distruggere la fiducia in sé stessi. Azioni semplici, come tenere in braccio i nipoti, fare shopping o svolgere i lavori domestici possono trasformarsi in una battaglia tra la mente, il corpo e la propria determinazione.

In Europa, un adulto su cinque soffre di dolore nocicettivo o neuropatico, ed un terzo della popolazione sperimenta un dolore costante.

L'autoterapia, come la meditazione mindfulness e le modifiche allo stile di vita, svolge un ruolo importante nella gestione del dolore cronico. Il trattamento del dolore non può essere circoscritto ad un approccio “standard”—il concetto è molto più complesso. Inoltre, è fondamentale capire che il dolore cronico può attenuarsi e ripresentarsi in modo intermittente. Questi casi vengono comunque classificati come cronici, poiché il dolore persiste per un lungo periodo di tempo (oltre i sei mesi).

Se il dolore persiste per diverse settimane, impedisce lo svolgimento delle normali attività quotidiane o peggiora nel tempo, è essenziale consultare un medico professionista. Tuttavia, sarà difficile ottenere una diagnosi di dolore cronico per via dei diversi fattori in gioco. Molti dottori analizzano la condizione rivolgendo al paziente specifiche domande, ad esempio:

• Quando si manifesta o si attenua il dolore?
• Dove viene percepito il dolore?
• Valutare il proprio dolore in una scala da 1 a 10

Lo specialista potrebbe inoltre prescrivere esami come la tomografia computerizzata, o una radiografia, per individuare le potenziali cause del dolore. Nei casi di dolore neuropatico, spesso è complicato determinare le reali cause, poiché l'area in cui il dolore si manifesta potrebbe non coincidere con quella da cui ha origine il problema.

Come convivere con il dolore cronico?

Gestire il dolore cronico è una sfida, a livello fisico e mentale, poiché l'interruzione delle attività quotidiane può facilmente ripercuotersi sul piano psicologico. Fortunatamente, esistono diversi approcci e strategie per affrontare il dolore cronico.

Tenersi in movimento

In alcuni casi, il dolore cronico non si attenua con il movimento o l'esercizio fisico. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, restare attivi è il modo migliore per tenere sotto controllo il dolore. Pertanto, anche se non riuscite ad andare regolarmente in palestra, o il dolore vi impedisce di dedicarvi ai vostri hobby, cercate di trovare delle alternative sicure e riabilitanti.

Provare trattamenti supplementari

Esistono dozzine di attività, integratori e trattamenti complementari (agopuntura, massaggi, fitoterapia), da abbinare alle terapie standard per la gestione del dolore. Ricordate che ogni sensazione di dolore è unica e che vale la pena sperimentare metodi diversi.

Praticare la meditazione mindfulness

Spesso il dolore percepito è strettamente collegato alla mente ed ai riflessi condizionati dell'organismo. Ciò non significa che una mente risoluta sia in grado di dominare completamente il dolore, ma svolgere alcuni esercizi mentali può essere molto utile per gestire il dolore cronico. A parte i vantaggi sul piano fisico, la meditazione mindfulness può contribuire ad alleviare lo stress causato dalla riacutizzazione dei sintomi.

Chiedere aiuto

Purtroppo, se state convivendo con un dolore cronico, potreste non essere in grado di svolgere alcune attività. Ma questo non significa che dobbiate abbandonare completamente i vostri hobby. Ad esempio, se amate i lavori di giardinaggio, chiedete aiuto a qualche amico, soprattutto se azioni come sollevare pesi o chinarsi a terra peggiorano i vostri sintomi. Il dolore cronico non deve necessariamente ostacolare le vostre passioni.

Parlare con altre persone che soffrono di dolore cronico

Il dolore cronico affligge milioni di persone in tutto il mondo. Non dovete soffrire in silenzio: potete interagire con migliaia di altri pazienti e gruppi di supporto. Questo vi aiuterà a condividere le frustrazioni associate al dolore cronico e potreste anche scoprire terapie alternative capaci di migliorare la qualità della vostra vita.

La cannabis può alleviare l'infiammazione e il dolore causati dall'artrite?

La cannabis viene ampiamente utilizzata in tutto il mondo fin dall'antichità. Tuttavia, la presenza di THC, molecola associata agli effetti psicoattivi della marijuana, ostacola le indagini scientifiche sulle virtù di questa pianta.

Per fortuna, le normative stanno cambiando a livello globale, e gli studi relativi agli effetti della cannabis su dolore e infiammazione sono sempre più numerosi. Abbiamo ancora poche nozioni riguardo il dosaggio, i metodi di somministrazione ottimali e i possibili effetti indesiderati. Ad ogni modo, gli studi preclinici indicano che la cannabis e i cannabinoidi che compongono la sua struttura chimica potrebbero essere in grado di gestire il dolore—nello specifico, il dolore cronico—influenzando recettori e terminazioni nervose.

Tuttavia, non è ancora stato individuato il cannabinoide capace di interagire con i recettori e le terminazioni nervose associati al dolore. Secondo gli scienziati il CBD, molecola atossica presente in cannabis e canapa, mostra un notevole potenziale.

Olio di CBD per gestire il dolore: Cosa sappiamo al riguardo?

Il CBD ha attirato l'attenzione dei ricercatori per diversi motivi. Prima di tutto, la molecola è totalmente naturale e genera pochissimi effetti collaterali. Inoltre, grazie al suo particolare influsso sull'omeostasi, ovvero la capacità dell'organismo di auto-regolarsi, potrebbe rivelarsi utile nella gestione del dolore cronico.

Cos'è il CBD?

Prima di analizzare gli studi relativi a CBD e dolore, è importante osservare nel dettaglio questa molecola. Il cannabidiolo (CBD), estratto dalla canapa per uso industriale, è un composto naturale presente nella struttura chimica della pianta. Tuttavia, ciò che contraddistingue il CBD dagli altri integratori naturali è la sua particolare interazione con il corpo umano.

Quando il CBD penetra nel flusso sanguigno, si diffonde in tutto l'organismo ed interagisce con numerosi recettori cannabinoidi. Queste vie d'accesso biologiche sono presenti in ogni essere umano e consentono al CBD di influenzare diverse funzioni fisiologiche, tra cui umore, digestione, sonno e, soprattutto, dolore.

Il CBD può aiutarci a gestire il dolore cronico in modo naturale?

Trattare il dolore cronico con rimedi naturali è estremamente importante, poiché i sintomi riemergono giorno dopo giorno. I farmaci antidolorifici sono sicuramente efficaci, ma spesso causano effetti collaterali anche gravi. Inoltre, un utilizzo prolungato può generare vari problemi di salute.

I pazienti hanno bisogno di un'alternativa valida, che non interferisca con le funzioni corporee e possa integrarsi facilmente in qualsiasi stile di vita. Alcuni studi preliminari hanno cercato di determinare l'efficacia del CBD nella gestione del dolore cronico, in particolare nei casi di colite ulcerosa, artrite reumatoide ed emicrania.

Il CBD esercita un'azione sinergica e non conflittuale con il corpo umano. Tale caratteristica è di per sé potenzialmente vantaggiosa per chi soffre di dolore cronico, poiché permette di concentrarsi sui sintomi primari e non sui problemi aggiuntivi causati dai farmaci tradizionali.

CBD per alleviare il dolore causato dall'emicrania

Le esatte cause dell'emicrania sono ancora ignote, pertanto questa condizione è ancora molto difficile da trattare. L'emicrania è una delle principali cause di assenteismo sul lavoro, poiché in molti casi diventa cronica e spesso si manifesta insieme ad altri sintomi debilitanti.

Il rapporto tra CBD ed emicrania è complesso, quasi quanto la condizione stessa. Secondo gli esperti, i fattori che scatenano l'emicrania potrebbero derivare da uno squilibrio chimico che altera le terminazioni nervose nel cervello.

Gli studi specifici relativi agli effetti diretti del CBD sull'emicrania sono ancora limitati. Tuttavia, alcune ricerche evidenziano un nesso tra emicranie e carenza di endocannabinoidi. In questo caso, il CBD sarebbe un ottimo candidato per i programmi di trattamento dell'emicrania, poiché ha una struttura molto simile a quella degli endocannabinoidi.

In che modo il CBD può contribuire a trattare la celiachia?

La celiachia provoca una reazione avversa al glutine, il complesso proteico all'interno di grano, segale ed orzo. Dal momento che una gran quantità di alimenti contiene glutine, anche una minima intolleranza può incidere negativamente sulla qualità della vita di un soggetto.

Il legame tra CBD e celiachia non è ancora stato studiato in modo approfondito. Tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che determinati livelli di endocannabinoidi nell'organismo potrebbero contribuire a ridurre l'infiammazione intestinale. Per fortuna, il CBD sembra in grado di inibire gli enzimi che riducono i naturali livelli di endocannabinoidi. Di conseguenza, questo cannabinoide potrebbe supportare la naturale capacità dell'organismo di ridurre l'infiammazione.

Il CBD può essere utile in caso di mal di schiena cronico?

Il mal di schiena è un problema molto diffuso ma, fortunatamente, di solito si attenua nel giro di qualche settimana. Tuttavia, alla base della colonna vertebrale (in cui solitamente ha origine il dolore alla schiena) si trovano talmente tanti nervi che spesso il disturbo diventa cronico. L'attività fisica regolare, lo stretching, gli antinfiammatori e i supporti lombari possono contribuire a ridurre il dolore, ma che ruolo può svolgere il CBD?

Uno dei tanti fattori che contribuiscono ad aggravare il mal di schiena è l'infiammazione, infatti viene spesso diagnosticata un'infiammazione dei dischi vertebrali alla base della colonna. L'infiammazione provoca una compressione dei nervi circostanti e il conseguente dolore neuropatico. Ovviamente, in questi casi, è possibile gestire il dolore con gli analgesici, ma la radice del problema resta l'infiammazione.

I cannabinoidi, incluso il CBD, potrebbero influenzare la risposta infiammatoria dell'organismo, interagendo con i recettori cannabinoidi associati al sistema immunitario. Se l'infiammazione viene ridotta (abbinando anche altre tecniche per la gestione del dolore), il mal di schiena può attenuarsi e diventare molto più gestibile.

Il CBD potrebbe ridurre eccessivamente l'infiammazione?

Quasi tutti i disturbi che causano dolore cronico hanno un elemento comune: l'infiammazione. È comunque importante sottolineare che l'infiammazione è una reazione naturale e necessaria. Senza di essa, non saremmo in grado di contrastare le infezioni o riparare i tessuti danneggiati. Per questo motivo, i ricercatori hanno iniziato ad esaminare l'influsso del CBD sull'infiammazione.

Nei casi di dolore cronico, ridurre l'infiammazione è fondamentale. Ma, se la reazione infiammatoria è adeguata, il CBD potrebbe abbassarla al punto da ostacolare le normali funzioni fisiologiche?

Proprio come le vitamine e i minerali, anche il CBD apporta all'organismo elementi mancanti. Tuttavia, persino le vitamine e i minerali possono generare effetti avversi se consumati in quantità esagerate. Per scoprire il vero impatto del CBD sull'infiammazione, è importante assumere questo cannabinoide seguendo un approccio bilanciato e regolando il dosaggio in base alle necessità.

Come utilizzare l'olio di CBD per contrastare il dolore

L'efficacia del CBD dipende soprattutto dal dosaggio e dal metodo di somministrazione, pertanto è utile aggiungere alcune “nozioni base sul CBD”.

Per trarre il massimo vantaggio dal CBD, è fondamentale scegliere il prodotto ideale per il dolore che si desidera trattare. Ad esempio, in caso di dolore neuropatico, gli oli o le capsule di CBD ad alta concentrazione possono risultare utili, poiché entrano in circolo nell'organismo, attivando i recettori interni.

In alternativa, è possibile usare una crema arricchita con CBD per gestire il dolore localizzato su muscoli od articolazioni. I recettori cannabinoidi sono presenti anche sulla pelle e l'applicazione cutanea consentirà al CBD di agire esclusivamente sulla zona trattata, senza raggiungere il flusso sanguigno.

Fortunatamente, il CBD non genera sballo e, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è ben tollerato dall'organismo umano. Vi consigliamo di sperimentare diversi prodotti contenenti CBD, per trovare quello più adatto al vostro stile di vita ed in grado di produrre effetti più marcati.

Dosaggio di CBD per contrastare il dolore

Abbiamo acquisito qualche nozione riguardo i potenziali effetti del CBD sul dolore, ma le informazioni sul dosaggio scarseggiano. Il dolore è una sensazione estremamente soggettiva: il dolore percepito da un soggetto non sarà mai uguale a quello sperimentato da un altro, anche se le circostanze sono identiche.

Le diverse reazioni al dolore e la mancanza di studi approfonditi non consentono di fornire istruzioni accurate relative al dosaggio. Tuttavia, di seguito elenchiamo alcuni consigli utili per iniziare:

• Se è la prima volta che assaggiate il CBD, iniziate con una crema o un integratore a bassa concentrazione. Dopo aver valutato l'impatto del CBD sul vostro dolore, potete aumentare gradualmente la dose e la frequenza di somministrazione, fino ad ottenere i risultati desiderati.

• Il calcolatore del dosaggio Cibdol offre un buon “punto di partenza” per l'assunzione di CBD, sulla base di diversi parametri. Che sia la vostra prima volta con il CBD o desideriate semplicemente migliorare la vostra esperienza con il cannabinoide, potete utilizzare questo strumento per iniziare il vostro viaggio verso il benessere.

• In caso di dolore cronico, provate ad assumere CBD regolarmente nell'arco della giornata. La molecola è totalmente priva di tossicità, pertanto risulta ideale per un utilizzo quotidiano.

• Se il dolore si intensifica in determinati momenti della giornata, sperimentate diversi metodi di somministrazione. I liquidi al CBD da vaporizzare possono offrire risultati quasi immediati, mentre gli effetti dell'olio di CBD emergono dopo circa un'ora. Valutate i pro e contro di ciascun prodotto, per individuare quello capace di soddisfare le vostre esigenze.

Dolore e CBD: domande frequenti

Quanto tempo impiega l'olio di CBD per fare effetto sul dolore?
Il dolore è una sensazione soggettiva, e l'efficacia del CBD dipende dalla causa e dalla gravità della condizione. Nella maggior parte dei casi, l'olio di CBD assunto per via orale impiega circa un'ora per entrare in circolo nel flusso sanguigno.
Qual è la concentrazione di CBD più adatta alle mie necessità?
Se non avete mai utilizzato il CBD, vi consigliamo di iniziare con un prodotto contenente CBD a bassa concentrazione, e di aumentare progressivamente il dosaggio durante le settimane successive. I consumatori più esperti possono scegliere concentrazioni più elevate, tenendo traccia del dosaggio quotidiano.
È legale usare olio di CBD per contrastare il dolore?
Tutti gli oli di CBD Cibdol vengono prodotti rispettando rigide normative europee, e possono quindi essere acquistati ed utilizzati legalmente per gestire il dolore.
L'olio di CBD può essere usato in piena sicurezza contro il dolore?
L'assunzione di CBD può generare lievi effetti collaterali, che di solito svaniscono rapidamente. La molecola non produce sballo ed è quindi adatta per l'uso quotidiano.
Dove posso acquistare olio di CBD per contrastare il dolore?
L'olio di CBD Cibdol è disponibile online, e può essere spedito in tutta Europa. I nostri prodotti contengono il CBD più puro al mondo, ottenuto rispettando i più elevati standard di qualità.
Di quale prodotto ho bisogno?
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