Il CBD Può Aiutare ad Alleviare l'Emicrania?

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Si stima che nel mondo circa 1 persona su 7 soffra di emicrania. Oltre ad essere incredibilmente diffuso, questo disturbo riduce la produttività e costa milioni di dollari di assenze dal lavoro. Continuate a leggere per scoprire in che modo il CBD potrebbe rappresentare un'alternativa terapeutica per gestire i sintomi dell'emicrania.

L'impatto dell'emicrania è notevole

L'impatto dell'emicrania, sia sulla persona malata che sull'economia, è consistente. Inoltre, questa condizione è estremamente debilitante e riduce la qualità della vita del paziente.

Forse penserete che, essendo la terza malattia più diffusa al mondo, i meccanismi dell'emicrania siano ben noti—in realtà, le cause primarie dell'emicrania non sono ancora state individuate con certezza. Di conseguenza, le terapie sono ancora limitate, e molti casi non vengono diagnosticati o non sono adeguatamente trattati.

Se vi è capitato di soffrire di emicrania, lieve o intensa, saprete già quanto possa essere dolorosa e debilitante. Prima di esaminare il potenziale ruolo del CBD nel trattamento dell'emicrania, cerchiamo di capire quali sono le cause dell'emicrania e i sintomi associati a questo disturbo.

Quali sono le cause dell'emicrania?

Le esatte cause dell'emicrania sono ancora sconosciute. Tuttavia, in base agli studi recenti, si ritiene che possa essere scatenata da vari cambiamenti all'interno del cervello. Alcune sostanze neurochimiche, neurotrasmettitori difettosi (CSD), cambiamenti ormonali e altri fattori specifici potrebbero contribuire allo sviluppo dell'emicrania.

La depressione corticale propagata (CSD) si manifesta con un'ondata di iperattività che si diffonde in tutto il cervello, stimolando i neuroni di volta in volta. Un modo semplice per raffigurare la CSD è immaginando un sovraccarico nei circuiti cerebrali che infiamma i neuroni. Questo evento può generare disturbi visivi come luci intermittenti, forme e punti luminosi.

I medici devono affrontare una sfida complicata, poiché ciascun individuo possiede caratteristiche uniche. Se i geni e la componente neurochimica svolgono un ruolo importante, il numero di variabili da tenere in considerazione aumenta notevolmente. Sono stati individuati alcuni fattori di rischio, tra cui età, sesso ed episodi di emicrania in altri membri della famiglia. Purtroppo, le donne hanno una maggior probabilità di soffrire di emicrania rispetto agli uomini, anche se tale differenza è meno evidente in età pre-puberale.

Quali sono i sintomi dell'emicrania?

Si ipotizza che l'emicrania sia causata da uno squilibrio chimico nel mesencefalo, il quale innesca una reazione dolorosa stimolando i nervi del cervello. I malati percepiscono quindi un mal di testa che aumenta progressivamente di intensità. Nel complesso, un'emicrania può durare alcune ore o, nei casi più gravi, persistere per giorni.

Chi soffre di emicrania può anche sperimentare una temporanea perdita della vista, formicolio a gambe o braccia, difficoltà a parlare e intorpidimento ad un lato del corpo. Insieme, questi sintomi vengono definiti "aura", e indicano l'imminente arrivo dell'emicrania.

Dopo aver affrontato tutti i sintomi che precedono l'emicrania, i pazienti percepiscono la reazione dei nervi sovraccarichi, che si manifesta con un dolore pulsante ad uno od entrambi i lati della testa. I malati sono spesso sensibili alla luce e ai suoni, che talvolta possono anche causare nausea e vomito.

Il CBD e il sistema endocannabinoide possono aiutare ad alleviare l'emicrania?

Dopo aver elencato i sintomi dell'emicrania, possiamo finalmente giungere al quesito essenziale—il CBD può contribuire ad alleviare l'emicrania? Purtroppo, vista la complessità del disturbo, non esiste una risposta semplice.

Gli studi relativi agli effetti del CBD sull'emicrania sono estremamente limitati. Le scarse informazioni sulla malattia, unite alle molteplici leggi che regolamentano il CBD, hanno condotto a risultati inconcludenti. Ciò non significa che il CBD non riesca a trattare i sintomi dell'emicrania, ma semplicemente che gli scienziati non hanno ancora esplorato accuratamente le sue potenzialità. Ad ogni modo, alcune indagini preliminari indicano che il CBD potrebbe rappresentare un valido trattamento per l'emicrania. Dopo aver osservato un collegamento tra carenza di endocannabinoidi e sovrapproduzione di serotonina, gli studiosi ritengono sia utile analizzare più approfonditamente i possibili effetti del CBD.

In uno studio pubblicato da American College of Clinical Pharmacy, a 121 pazienti affetti da emicrania è stata somministrata cannabis terapeutica contenente CBD. Nel complesso, "la frequenza degli attacchi di emicrania è diminuita da 10,4 al mese a 4,6". Lo studio ha inoltre evidenziato "risultati positivi in 48 pazienti (39,7%), con ulteriori 14 pazienti che non avevano sperimentato nessun attacco di emicrania".

Gli scienziati hanno concluso che "i mal di testa da emicrania diminuivano con l'assunzione di cannabis terapeutica". Hanno inoltre aggiunto che è necessario svolgere ulteriori indagini per esaminare il rapporto causa-effetto tra diversi dosaggi e formulazioni di cannabinoidi.

C'è ancora tanto da scoprire sull'emicrania

Al momento, il trattamento per l'emicrania consiste in farmaci antidolorifici da banco e, in alcuni casi, in medicinali soggetti a prescrizione medica. Questi ultimi generano spesso effetti collaterali, e molte persone scelgono di affidarsi a rimedi olistici che coinvolgono tutto il corpo, piuttosto che trattare un sintomo specifico.

Lo studio sopracitato suggerisce che una carenza di endocannabinoidi potrebbe contribuire all'insorgere di emicranie. Conoscendo l'impatto del CBD sulla produzione di endocannabinoidi, è probabile che tali risultati preliminari incoraggino studi più approfonditi. Con milioni di persone affette da emicrania e la mancanza di informazioni sui meccanismi che scatenano questo disturbo, la necessità di ricerche accurate è imperante.

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