CBD E Autismo: Cosa Suggerisce La Ricerca?

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L'autismo è uno spettro di disturbi

La nostra comprensione dell'autismo è cresciuta significativamente negli ultimi trent'anni. Non è più una patologia unica, ma viene diagnosticato come uno spettro di disturbi. Tuttavia, nonostante una migliore comprensione dei suoi sintomi, le cause scatenanti un DSA (disturbo dello spettro autistico) non sono ancora chiare. Le difficoltà che possono sorgere al momento di affrontare un DSA derivano anche dalla sua sovrapposizione con altri problemi come convulsioni e disabilità intellettive.

CBD and autism

I sintomi del disturbo dello spettro autistico sono vari e cambiano da individuo a individuo. Ampliando i segnali accettati per la sua diagnosi, possiamo identificare il DSA in età precoce. La patologia viene anche diagnosticata a posteriori in base ai racconti di una persona adulta sul comportamento da essa tenuto durante l'infanzia.

Il DSA viene normalmente definito come un problema persistente nella comunicazione e nell'interazione sociale caratterizzato da movimenti ripetitivi di braccia o mani. A prescindere dalla situazione, si crea un'apparente incapacità di comunicare correttamente, sia verbalmente che fisicamente. Le persone affette da questo disturbo tendono a mostrare anche schemi comportamentali limitati o ripetitivi. Questo può manifestarsi sotto forma di ripetuti saluti, rituali o gesti ossessivi verso oggetti inanimati.

Le diagnosi sul DSA stanno notevolmente migliorando

Grazie all'ultima iterazione del "Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali" (DSM-5), pubblicato nel 2013, siamo riusciti a comprendere e a identificare con maggiore chiarezza il DSA. Si stima che il disturbo dello spettro autistico colpisca l'1% della popolazione mondiale (che nel 2015 corrispondeva a 62,2 milioni persone). L'aumento delle diagnosi di DSA può sembrare allarmante, ma è un passo nella giusta direzione.

I trattamenti convenzionali consistono principalmente in esercizi comportamentali, ma esistono anche terapie farmacologiche. Tuttavia, l'inefficacia delle tradizionali medicine ha spinto molte persone a considerare metodi di trattamento alternativi. Oggi, i più grandi ricercatori internazionali stanno verificando se l'interazione tra il nostro sistema endocannabinoide (SEC) e i cannabinoidi possa rappresentare la chiave per trattare i disturbi dello spettro autistico.

Ricerca pre-clinica

Riportiamo qui di seguito un esempio con alcune delle ricerche pionieristiche in corso. Questi studi sono stati condotti da alcuni dei più prestigiosi istituti medici che lavorano fianco a fianco con ricercatori rispettati e venerati.

L'importante recensione di Zamberletti del 2017 – Il ruolo svolto dal sistema endocannabinoide (SEC) nell'autismo

Per cominciare, vi proponiamo questa recensione che riunisce tre distinti studi preclinici e i loro risultati.

Una delle possibili cause scatenanti un DSA è la sindrome dell'X fragile. È considerata la causa genetica più comune. Replicando il suo gene nei topi, i ricercatori riuscirono a monitorare i processi di segnalazione del sistema endocannabinoide. Dai loro studi risultò che, regolando gli enzimi responsabili dell'interruzione di questi processi, i comportamenti dell'autismo tendevano a migliorare.

CBD and autism

In uno scenario simile, queste sostanze nuovamente somministrate ai topi iniziarono ad inibire la scomposizione dell'endocannabinoide anandamide (AEA). Lo studio ebbe la finalità di verificare se si potevano neutralizzare gli effetti collaterali di un farmaco antiepilettico chiamato VPA. Secondo alcuni studi, il medicinale VPA potrebbe facilitare l'insorgere del DSA se assunto durante la gravidanza. I risultati mostrarono una "diminuzione dei modelli di comportamento autistici" nei topi con una maggiore presenza di AEA.

Infine, anche le infezioni batteriche e virali contratte nei mesi di gravidanza avrebbero un nesso con lo sviluppo del DSA. Replicando in roditori in gravidanza la risposta del sistema immunitario all'influenza, i ricercatori notarono una "riduzione del legame con il CB1 (recettore dei cannabinoidi)" nella prole. Le loro scoperte suggeriscono che un sistema endocannabinoide poco attivo potrebbe essere collegato al DSA.

Dott. Adi Aran – La prima ricerca preclinica sull'essere umano

Le prove precliniche sono quasi sempre condotte su topi di laboratorio. Tuttavia, lo studio pionieristico del dott. Adi Aran segna la prima ricerca preclinica finalizzata a provare e valutare l'uso della cannabis nelle terapie per trattare l'autismo infantile. Lo studio fu condotto nel Centro Medico Shaare Zedek di Gerusalemme su 60 bambini trattati con una miscela di CBD e THC somministrata per via orale. Il rapporto tra i due cannabinoidi era di 20:1 a favore del CBD.

Tutti i ragazzi erano affetti da una forma diagnosticata di DSA e avevano un'età compresa tra i cinque e i diciotto anni. I pazienti indicarono che le "alterazioni comportamentali erano migliorate sensibilmente nel 61% dei casi". Per quanto riguardava le difficoltà di comunicazione, il 47% dei pazienti mostrò alcuni importanti miglioramenti. Tra gli effetti collaterali emersero disturbi del sonno (14%), irritabilità (9%) e perdita di appetito (9%).

Sebbene ci sia ancora molto da scoprire sull'efficacia del CBD come alternativa terapeutica, i risultati confermarono la necessità di una sperimentazione più ampia con il doppio di partecipanti. Fortunatamente, il governo israeliano approva questo tipo di studi e il dott. Adi Aran ebbe la possibilità di passare da una sperimentazione pre-clinica ad una più ampia sperimentazione clinica.

Test clinici

CBD and autism

Cannabinoidi per Problemi Comportamentali in Bambini con DSA (CBA)

Passando alla sperimentazione clinica, il dott. Adi Aran fu in grado di ampliare le dimensioni del suo studio. Mentre le prove pre-cliniche originali comprendevano solo 60 bambini, questa volta furono studiati 150 partecipanti. La ricerca fu condotta con uno studio in doppio cieco, randomizzato e messo a confronto con un placebo.

È uno studio attualmente in corso e la data di completamento è prevista per il mese di luglio 2019. La ricerca sta applicando una formula con un rapporto di cannabinoidi simile a quello dello studio preclinico (CBD:THC 20:1), ottenuto usando concentrati estratti dalla pianta intera. Ciò significa che tutti i componenti chimici più importanti della cannabis saranno conservati, piuttosto che isolati, prima di essere mescolati con l'olio di oliva.

Cannabidivarina (CBDV) vs. Placebo in Bambini Affetti da Disturbo dello Spettro Autistico (DSA)

Attualmente, 100 bambini sono sotto osservazione da oltre 12 settimane per verificare se il CBDV può effettivamente influire sui loro sintomi di DSA. Simile al CBD, il CBDV viene messo a confronto con un placebo al fine di garantire l'integrità dei risultati. Lo studio è condotto da Eric Hollander del Centro Medico Montefiore, in collaborazione con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Dovremo però aspettare ancora qualche mese prima di vedere i risultati. La sperimentazione clinica dovrebbe finire nel settembre del 2021.

Squilibrio a Livello Cerebrale tra Eccitazione ed Inibizione nei Casi di Disordine dello Spettro Autistico

Al King’s College London nel Regno Unito si sta valutando la possibilità di usare i cannabinoidi per trattare il DSA. Trentotto uomini adulti, alcuni affetti da DSA altri no, riceveranno dosi acute di CBD e CBDV, affiancate da un placebo. Per mappare la biochimica cerebrale dei partecipanti durante le prove, verranno usate speciali apparecchiature per la riproduzione di immagini. Il termine dello studio è previsto per il mese di aprile 2019. La dott.ssa Grainne McAlonan, alla guida di questo studio, è molto stimata per i suoi lavori nel campo delle neuroscienze.

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