L'MHRA Riclassificherà Veramente il CBD Come Medicina?

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Secondo un recente comunicato rilasciato dall'Agenzia Regolatrice di Medicine e Prodotti per La Salute britannica (MHRA), il CBD verrà riclassificato quasi sicuramente come medicina. Alcune persone accolgono questa decisione come l'inizio della regolamentazione del settore della Cannabis terapeutica nel Regno Unito; altri, invece, sostengono che questa improvvisa applicazione potrebbe spingere molti consumatori di CBD ad acquistare i prodotti sul mercato nero.

INTEGRATORE ALIMENTARE O MEDICINA?

Prima di questo comunicato rilasciato dall'agenzia MHRA, tutti i prodotti a base di CBD erano venduti nel Regno Unito, e nel resto del mondo, come integratori alimentari o cosmetici, non senza margini di incertezza su materiali usati, processi adottati e contenuto effettivo di CBD. Oggi, a quanto pare, "Dopo aver preso in considerazione tutti i pareri e le prove scientifiche, l'agenzia MHRA ha sollevato la questione sui prodotti contenenti cannabidiolo, composto che soddisfa, in parte, la definizione di 'medicinale'. Ciò significa che si tratta di una sostanza che può essere somministrata per ripristinare, correggere o modificare determinate funzioni fisiologiche dell'uomo, mostrando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica utile per definire diagnosi cliniche". Non possiamo che rallegrarci di vedere come questa istituzione sia arrivata a tali conclusioni. Tuttavia, non siamo ancora sicuri se questa decisione possa essere benefica per la normalizzazione della Cannabis terapeutica o se serva solo ad aumentare i profitti delle più grandi case farmaceutiche.

Se i prodotti contenenti CBD stanno diventando veramente oggetto di regolamentazione nella categoria di farmaci distribuiti nel Regno Unito, allora avranno bisogno di un'autorizzazione per poter essere commercializzati o di una registrazione come un qualsiasi prodotto a base di erbe medicinali. Tuttavia, l'autorizzazione per immettere nel mercato un prodotto farmaceutico richiede procedure alquanto costose. Solo la quota per applicare tale modifica si aggira intorno alle 103.000£ e i produttori dovranno inoltre presentare una lista di prove cliniche relative al nuovo prodotto.

I MERCATI AUTO-REGOLAMENTATI DEI CANNABINOIDI E I LORO LIMITI

Il professore e neurologo Mike Barnes ha accolto con entusiasmo la decisione dell'agenzia MHRA nel riconoscere il valore medicinale del CBD, ma ha anche ammesso che la disponibilità di prodotti contenenti questo cannabinoide potrebbe diminuire sensibilmente, in quanto molti produttori saranno costretti ad interrompere la loro produzione o distribuzione. Condividendo le stesse preoccupazioni del prof. Mike Barnes, i gruppi in difesa dell'uso di Cannabis terapeutica per i pazienti britannici hanno mostrato di essere a favore di un maggiore controllo del mercato del CBD, al fine di proteggere le persone dai distributori inaffidabili e di informare i pazienti sul reale contenuto di ciò che stanno assumendo come integratore o terapia.

Il mercato del CBD in Europa potrebbe funzionare attraverso un'auto-regolamentazione della qualità dei prodotti venduti. La maggior parte dei produttori europei si assume la propria responsabilità nel vendere articoli "conformi" e sicuri per il consumo umano, senza promuovere in alcun momento le proprietà curative del cannabidiolo. Tuttavia, esistono ancora un numero ridotto di distributori che vendono prodotti di origine incerta, con contenuti di dubbia provenienza, o rappresentanti senza scrupoli che cercano di convincere i potenziali acquirenti con false informazioni sul CBD.

In questo scenario dove il settore del CBD sta rapidamente emergendo, la decisione da parte dell'agenzia MHRA era piuttosto prevedibile. Le autorità britanniche sembrano disposte ad assumersi importanti responsabilità nel mercato del CBD, rispetto a molti altri governi europei, totalmente indifferenti a questi cambiamenti. A questo punto, però, sorge spontanea una domanda: il fine di tale decisione è esclusivamente la sicurezza dei pazienti o esistono invece altri interessi?

NUOVE POLITICHE PER LA CANNABIS TERAPEUTICA O UNA MANOVRA A FAVORE DELLE CASE FARMACEUTICHE?

A differenza di altri Paesi, il Regno Unito sembrerebbe intenzionato a portare avanti una politica sulla Cannabis terapeutica basata sia su prove di laboratorio che su testimonianze rilasciate da molti pazienti, invece di aspettare per anni i risultati di ricerche di laboratori privati o di studi clinici. Una volta confermate le proprietà medicinali del CBD, si potrebbe fare un ulteriore passo in avanti verso il riconoscimento di tutto il fitocomplesso dei cannabinoidi naturali, come una valida alternativa terapeutica.

Allo stesso tempo, non si può fare a meno di osservare come l'azienda britannica GW Pharmaceutical stia aspettando con grande aspettativa un riconoscimento ufficiale del CBD come medicina, per poter così ottenere l'approvazione europea del suo nuovo farmaco Epidiolex, una formula liquida di CBD per trattare condizioni debilitanti, quali l'epilessia pediatrica. Ciò potrebbe servire da solido quadro giuridico con cui lanciare il CBD come sostanza farmaceutica, evitando che eventuali e piccoli concorrenti possano appropriarsi di una fetta di mercato.

È ancora difficile capire quanti produttori di CBD potrebbero essere allontanati dal mercato per gli elevati costi delle certificazioni farmaceutiche dei prodotti medicinali. Se alcune aziende saranno costrette a farsi da parte, allora per la prima volta nel Regno Unito, e probabilmente in tutta Europa, il futuro mercato miliardario dei cannabinoidi sarà monopolizzato solo da un piccolo gruppo di produttori.

IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE

Oggi, siamo in possesso di numerose testimonianze aneddotiche sull'efficacia del CBD nel trattamento di dolore cronico, neuropatie, sclerosi multipla, epilessia, ansia, depressione, dipendenze e molti altri disturbi. Il CBD sta diventano sempre più popolare tra le persone che trovano sollievo da una sostanza priva di effetti collaterali. Questo accade in uno scenario da "ricerca-inversa", dove le prove ufficiali dei laboratori scientifici e clinici sono trainate dalle esperienze e dalle testimonianze dei pazienti. Non ci resta che sederci ed aspettare di vedere come evolveranno le cose. Per ora, l'agenzia MHRA sta consigliando alle persone interessate di parlare con un operatore sanitario circa l'uso terapeutico auto-prescritto del CBD. Purtroppo, gran parte dei medici di famiglia europei non conoscono il CBD e, quindi, dovremo aspettare che ricevano le opportune informazioni.

Tuttavia, questa iniziativa da parte dell'agenzia MHRA ha stuzzicato le ire di molte aziende del settore del CBD. A quanto pare, le imprese sono state obbligate a cessare la propria attività, in tempi piuttosto ristretti. Una manovra alquanto discutibile, in quanto sta allontanando dal mercato una grande fetta di imprenditori che hanno già investito in macchinari e processi standardizzati di alta qualità. Molte associazioni e mezzi di comunicazione hanno provato a mettersi in contatto con l'agenzia MHRA per esporre queste preoccupazioni, ma non è ancora pervenuta alcuna risposta. Per il bene dei pazienti e per il diritto di ognuno di noi di scegliere liberamente le terapie da seguire, tutti i cittadini dovrebbero iniziare a fare pressione sull'agenzia MHRA, al fine di mantenere i rimedi naturali e gli integratori alimentari a base di CBD sotto la stessa categoria e gli stessi standard di qualità richiesti dal settore alimentare.


Cibdol